Chiericati: la centrale “montanara” che sogna di riveder le stelle

09 Febbraio 2021

È una ragazza semplice e razionale. Sensibile e profonda. Non chiede la luna. E nemmeno le stelle: chiede, però, di poterle ammirare. Da “vicino”: dai 3.225 metri della Tofana di Rozes, dove il battito del suo cuore accelera e le emozioni prendono il sopravvento. Perché Ilaria Micol Chiericati sarà anche originaria di Silea, ma è più montanara di chi, in quota, è nato e vissuto: «In montagna ci starei sempre. Adoro passeggiare in mezzo alla natura».

Ha appena compiuto 19 anni, ma non è ancora riuscita a debuttare nel campionato di B2: tutta colpa di un problema fisico, comunque in via di risoluzione. E meno male. Perché di “Ila”, del suo sorriso, della sua serenità e del suo bagaglio tecnico, la Pallavolo Belluno Cortina Express ha bisogno come l’aria: «Ma portare avanti la mia passione, in un periodo caratterizzato dalla pandemia, è un grande privilegio. Ho diverse amiche pallavoliste, che in questo momento non hanno l’opportunità di giocare. Quindi mi ritengo fortunata».

Interista sfegata («fin dalla nascita: andavo alle elementari con la maglia nerazzurra ed ero un maschiaccio che discuteva con i bambini»), “Il cielo è rosso” di Giuseppe Berto è il romanzo che consiglierebbe a chiunque, Peaky Blinders è la serie tv di riferimento e Shutter Island il film, mentre in cuffia non mancano mai rap, rock e musica commerciale: «Sono generi che ascolto in base allo stato d’animo. La musica è terapeutica: a volte, una canzone può esprimere ciò che sentiamo e non riusciamo a dire».

In definitiva, toglietele tutto: ma non il pasticcio della nonna. E, ovviamente, il volley: «Siamo una squadra nuova, ci stiamo compattando il più possibile. Anche perché il gruppo è formato da ragazze serie. Ne sono convinta, possiamo toglierci delle bellissime soddisfazioni». Non a caso, le bellunesi sono in vetta al girone. La strada, però, è lunghissima: «Per quanto mi riguarda, la pallavolo è uno stimolo a organizzarmi al meglio, a darmi delle tempistiche nella quotidianità. E a staccare dagli impegni scolastici, al liceo linguistico “Renier”».
Se trovasse una lampada magica, la centrale saprebbe benissimo come utilizzarla: «Mi manca il calore del pubblico. E allora, il primo desiderio è quello di scendere in campo in un palazzetto pieno di tifosi. Poi mi piacerebbe assaporare i playoff o, ancor di più, vincere il campionato».

Vietato porre limiti a chi sogna un cielo gocciolante di stelle.

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